DISGELO

L’alba, la brina sull’erba, i miei passi rumorosi. Guardo in alto le cime bianche rosate dal sole. M’incammino verso il bosco. Strati di nebbia mossi dall’aria s’innalzano e svaniscono. Nascosti nella selva, i maschi di cervo depongono le loro armi. A volte le trovo. Si chiamano palchi, spesso erroneamente chiamate corna: sono i camosci, i mufloni, gli stambecchi che portano sul capo le corna e non le perdono. Ogni anno, in primavera, il palco si stacca e ricresce provocando prurito. I cervi si grattano sfregando la radice dei palchi sui tronchi degli alberi giovani. Attorno a me ci sono diversi fusti rovinati, scortecciati, detti “fregoni”. Cerco sul terreno i colori e le conformazioni che più assomigliano ad un palco: forme arcuate, rugose, marroni con le punte lisce e sbiancate. Ce ne sono ovunque, ma sono rami. Continuo a camminare senza guardare dove metto i piedi, inciampo, resto su, urto con la faccia un rametto secco che si spezza, ma lascia il segno. Scavalco alcuni alberi sradicati dal vento d’autunno… qui dovrò ritornare con i boscaioli. Raggiungo un ruscello che mormora sotto lastre di brina e cristalli. Ammiro i ghiaccioli appesi ai rami piegati dei cespugli di ontano. Salgo ancora. Fasci di luce tra le colonne, macchie di neve dura all’ombra delle loro chiome. Il mio sguardo cade su un ramo, arcuato, rugoso, punte lisce e sbiancate… è un palco! Mi avvicino, lo raccolgo, è il sinistro, 6 punte, bellissimo. Voglio tornare a casa per mostrarlo ai miei figli. Potrebbe esserci anche il destro qui intorno… Osservo a lungo raggio, ma non lo vedo. Ho fame, l’aria è fredda, metto la giacca. Mi siedo su una lastra di pietra e apro lo zaino. Il sole sulla faccia, un panino, pace. Mi osservano a testa in giù, le cince dal ciuffo aggrappate alle fronde, il canto è vivace, l’inverno sta per finire.

Zaino in spalla di nuovo e continuo a cercare. Scendo lungo un sentiero battuto dai cervi, il bosco più fitto, i miei passi più lenti. Ancora fregoni, escrementi freschi… A un tratto un ramo si spezza, rotolano dei sassi, scappano! Loro mi hanno sentito arrivare, io li ho sentiti fuggire. Di nuovo il silenzio. Guardo il palco che tengo in mano. Erano qui!


L’AUDIORACCONTO

4 pensieri riguardo “DISGELO

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: