Educare o Riempire?

Non posso accettare che la scuola non comprenda una materia fondamentale come il controllo delle emozioni. La gestione della rabbia, dell’ansia, del desiderio e la capacità di distinguere l’emitività dalla razionalità è materia fondamentale. Ogni bambino o adolescente deve poter affrontare ogni forma di disagio nell’ambiente scolastico: la cosa che pesa di più nell’adolescente è la percezione che gli altri hanno su di lui: “Se viene fuori che sono stato dallo psicologo sono rovinato, sono quello che ha problemi, sono quello storto.” La psicologia deve necessariamente entrare nella scuola e accompagnare da dentro non aspettare fuori! Fuori è tardi.

Scavare in se stessi, trovare risposte alle proprie domande, restare in equilibrio nonostante le difficoltà… discipline nei confronti delle quali l’allenamento dev’essere costante e avviato sin dai primi passi: conoscersi, immedesimarsi nell’altro, rispettare la parola data sono argomenti che vanno trattati da professionisti che affiancano i docenti. Se vogliamo il meglio dai nostri giovani dobbiamo offrirgli il meglio. Alleniamoli alla RINUNCIA (per contrastare gli abusi del “mondo civilizzato”), all’autodisciplina, al controllo delle proprie emozioni al fine di agevolarne la crescita personale e relazionale.

Stiamo attraversando un periodo che sta impoverendo il valore della lealtà nelle relazioni. Le relazioni digitali creano incomprensioni e la rete è piena d’insidie che i giovani non sanno riconoscere. Scuola e famiglia devono istruire i ragazzi ad un’uso consapevole degli smartphone: considerarli strumenti di ricerca dati e/o comunicazione e non la propria identità personale o un luogo dove stare.

Inoltre andrebbero integrate le ore di teoria con simulazioni pratiche della vita quotidiana: attualmente l’insegnante riempie i ragazzi di nozioni che troppo spesso rimangono tali, non si tramutano in esperienza e non agevolano quel percorso che permette ai giovani di integrarsi nella società attraverso la conoscenza e lo sviluppo delle proprie virtù. Teoria e pratica devono camminare a pari passo: “La scuola deve diventare un laboratorio di esperienze e non una gara tra istituti”. Nelle scuole dell’obbligo le materie devono servire ad orientare l’adolescente verso l’uso delle proprie capacità.

“Vorrei vivere in una società che si occupa dei suoi ragazzi perché consapevole che un giorno loro si occuperanno della società”.