ANSIA

Quel periodo che vai a letto sfinito e ti svegli morto… Un giorno m’incammino verso la cima di una montagna per un impegno di lavoro, avvolto nella paura di non farcela. Arrivo a 2500 metri di quota ed è sera. Nel buio della notte, nel sacco a pelo tra le rocce innevate, osservo le stelle e combatto con i miei pensieri fino al sorgere del Sole. Torno a casa e nasce questa canzone.


FUGGIRE O COMBATTERE

Un’ ingiustizia che non accetti, la rabbia coltivata e repressa, un evento tragico o un periodo stressante che causa disagio continuo: alla base dell’ansia c’è la perdita di fiducia. Uno stato di tensione costante per prevenire l’evento inaccettabile, accompagnato da stati depressivi: “se oggi è come ieri, sarà così domani“.

Chi ha sperimentato l’ansia per un tempo prolungato o ha vissuto un attacco di panico è entrato nel labirinto della “paura di aver paura“.

Per risolvere l’ansia dobbiamo smettere di assecondarla: quando iniziano le sensazioni strane, l’agitazione, le formiche nel petto, il vuoto mentale, l’apnea o l’iperventilazione, sforzati di pensare che non sta accadendo nulla di irrimediabile e soprattutto che non peggiora. Prenditi in giro, ridi di te stesso. Ti sembrerà impossibile, ti sembrerà d’impazzire, non importa: INTERROMPI L’AUTOMATISMO.

Hai assecondato i tuoi pensieri al peggioramento: “sei tu a farti venire l’ansia”. Placa il desiderio di vendetta e abbandona i sensi di colpa. L’unico modo per disabituare il cervello ai pensieri ricorrenti negativi è inserire nuovi pensieri positivi che, via via, li andranno a sostituire creando nuovi automatismi che ti permetteranno di reagire in situazioni molto più critiche dell’ansia.

Preparati al coraggio, alla forza e al cambiamento.

Abituati a respirare lentamente e quando l’ansia ti spinge a velocizzare i comportamenti FERMATI! Sei tu a condurre il gioco. Puoi decidere se continuare ad assecondare i pensieri che hai o modificare la tua conversazione interiore e deciderne l’evoluzione.

Ti sembrerà di mentire… perché sei troppo abituato a credere che accadrà di nuovo.

Per allenarti a gestire i momenti più critici, fai spesso momenti di respirazione diaframmatica e nel mentre, pensa che puoi dare un senso alla tua vita nonostante l’ingiustizia, la paura e la sofferenza. Credi in qualcosa di più grande di te stesso e sii fiero di farne parte. Credi nel tuo impegno, non soltanto perché ti farà ritrovare la fiducia e l’equilibrio, ma perché sperimentare il controllo di sé è tra le soddisfazioni più grandi che si possano vivere.

Trattati come se dovessi incoraggiare qualcun altro a credere in se stesso. Rispetta i tuoi tempi di recupero psicofisici e gestisci l’alimentazione durante la giornata evitando gli eccessi. Scarica le tensioni emotive con attività sportive o la respirazione diaframmatica. Rifiuta alcool e sostanze psicotrope. Ricorda che hai già tutto dentro per dare il meglio di te stesso.

Non dimenticare l’umiltà che è lo strumento migliore per guarire: chiedi aiuto!

E soprattutto dì la Verità perché la consapevolezza dipende da essa.

Ma senza fretta. Quella è ansia.



4 pensieri riguardo “ANSIA

  1. E se l’ansia ci fosse utile? È come quando guidi e ti trovi davanti un segnale stradale, ma bianco.. sta a te capire cosa vorrebbe indicare..

    Secondo me l’ansia ci vuole indicare che ci stiamo allontanando da noi stessi..capito il segnale possiamo rimetterci in carreggiata. 😊

      1. L’ansia ci invita a farlo è come un campanello d’allarme, non è da combattere, ci invita ad un’ azione introspettiva.

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